Eccomi
Nome: zoe
[ ? ]
Se riesci a scrivere le meraviglie del tuo paradiso nella materia del tuo cervello magari non trasporterai nella tua testa la loro realtà miracolosa, ma la loro forza, quella si.
-Metafisica dei tubi, Amelie Nothomb
Tutti ricreiamo il mondo come lo vediamo, lo guardiamo. -A.S. Byatt -
Quando penso a tutti i libri che mi restan da leggere, ho la certezza di essere ancora felice. - Jules Renard -
Detesto l'interrogatorio da cuori solitari. Quindi non contattami. Se vi va leggete il mio blog se non vi va, lasciate pure perdere che avete tutto di guadagnato.
Ah, dimenticavo, di solito non chatto, anche se sono in chat ;)
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Raccolgo l'invito di zoe e ringrazio
con una poesia della Szymborska
dalla raccolta La fine e l'inizio

Il cielo
di Wislawa Szymborska
Da qui bisogna cominciare: il cielo.
Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
Un'apertura e nulla più,
ma spalancata.
Non devo attendere una notte serena,
né alzare la testa,
per osservare il cielo.
L'ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva da sotto.
Persino le montagne più alte
non sono più vicine al cielo
delle valli più profonde.
In nessun luogo ce n'è più
che in un altro.
La nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente come la tomba.
La talpa è al settimo cielo
come il gufo che scuote le ali.
La cosa che cade in un abisso
cade da cielo a cielo.
Friabili, fluenti, rocciose,
infuocate ed eteree,
distese di cielo, briciole di cielo,
folate e cataste di cielo.
Il cielo è onnipresente
Perfino nel buio sotto la pelle.
Mangio il cielo, evacuo il cielo.
Sono una trappola in una trappola,
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta ad una domanda.
La divisione in cielo e terra
non è il modo appropriato
di pensare a questa totalità.
Permette solo di sopravvivere
a un indirizzo più esatto,
più facile da trovare,
se dovessero cercarmi.
Miei segni particolari:
incanto e disperazione.
un'amica mi ha chiesto di aggiungere un anello a una delle poche catene carine che girano sul web. Bisogna aprire il libro a noi più vicino a pagina 123, poi arrivare alla settima riga e riportare quello che c'è scritto fino alla nona riga.
banana yoshimoto - ricordi di un vicolo cieco
"Vivevo a casa dei miei, con mio padre, mia madre, mia sorella più piccola, e ogni giorno c'erano questioni, problemi e confusione in abbondanza."
la pertinenza di queste frasi con la mia vita mi ha sconvolta.
passo la catena a tutti voi che siete qui e con cui è un piacere condividere piccole cose che ti lasciano addosso belle sensazioni, e a tutti quelli che di qui ci passano per caso.
VOGLIO SOLO TE,SOLO TE
(Tagore)
Voglio te,solo te!
Lascia che il mio cuore
lo ripeta senza fine.
Tutti i desideri che mi distraggono
di giorno e di notte
in sostanza sono fasulli e vani.
Come la notte tiene nascosta nel buio
l'ansia di luce
così nel profondo del mio cuore
senza ch'io me ne renda conto
un grido risuona:
Voglio te,solo te!
Come la tempesta cerca la quiete
mentre ancora lotta contro la quiete
con tutte le sue forze
così io mi ribello e lotto
contro il tuo amore
Afferro le sue mani
e le stringo al mio petto.
Tento di riempire le mie braccia
della sua bellezza,
di depredare con i baci
il suo dolce sorriso,
di bere i suoi bruni sguardi
con i miei occhi.
Ma dov'è?
Chi può spremere l'azzurro dal cielo?
Cerco di afferrare la bellezza;
essa mi elude
lasciando soltanto il corpo
nelle mie mani.
Stanco e frustrato mi ritraggo.
Come può il corpo toccare
il fiore che soltanto
lo spirito riesce a sfiorare?
ma grido che voglio te,solo te.
Categoria:
Soberbia
Pereza
Avaricia
Envidia
Lujuria
Gula
Ira
.
Ascolta la voce di Galeano sul NapoliMilano
Dedicado a un amigo
Nada, Carmen Laforet, Neri Pozza
Scrivere una recensione con un attacco di Emicrania in corso forse non è una mossa astuta, perchè il tuo cervello in questi momenti ha una logica sua, una compresione che a te non appartiene e che nel mentre nemmeno percepisci e comprendi, ma non resisto!
Ed è questo il mio misuratore di amore per un libro: arrivare alle ultime pagine e avere una voglia irrefrenabile di raccontare quanto sia bello quel libro! E questo è davvero bello.
Preso per caso, fidandomi del consiglio di una ragazza che lavora in Feltrinelli, sfogliato, e mi sono quasi subito innamorata di quel libro che stava racchiuso in mano, piccolo e con la copertina morbida come piace a me e scritto con uno stile prezioso, un piccolo gioiellino dal linguaggio semplice e nello stesso tempo ricercato e inaspettato, ma soprattuto una frase nella quarta di copertina:
Il Cime tempestose del dopo guerra spagnolo. Un'opera di superbo realismo. [El Pais]
Cime tempestose proprio, uno dei libri da me più amati. Un libro passionale, intinto di pathos, rancore, amore e passione.
Qui si racconta di Andrea, che si trasferisce, nel secondo dopo guerra, a Barcellona a casa della nonna materna. Qui la ragazza conscerà .... eh no! Basta, ho detto fin troppo ;)
Se tu non parli
Se tu non parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.
Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta.
Rabindranath Tagore
Categoria:
Audioscrobbling, the social music revolution
In saluto ;)
Sino alla fine
Ti amerei sino alla fine
anche se la tua pelle
fosse un tappeto di nei
Sino alla fine
di questo sentiero amico
sino alla pianura distesa
del conflitto pulsante
là dove i tuoi capelli
si fanno neri come ali di corvo
dove la tua voce cambia timbro
ed il tuo corpo
muta nelle mie mani
come pelle di serpente
letale bellissimo
Sentore di morte estatica totale
nella tua carne leggo
le mappe di nuove galassie
colori nuovi e mondi mai visti
Nelle bocche fuse in un sol frutto
innocenza e morbosità
e le gengive non sanguinano più
la febbre non può
interrompere l’amplesso
e la tua lingua è un ponte
proteso su questo mare
nero e pauroso
irresistibile
Scava la tua miseria,sondala,scopri le sue caverne piu' nascoste.Olia gli ingranaggi della tua miseria,mettila sul tuo cammino,fatti strada al suo fianco e bussa a ogni porta con le cartilagini bianche della tua miseria.Confrontala con quella di altre genti e misura bene lo stupore delle differenze,la singolare acutezza dei suoi bordi.Riparati negli angoli lievi della tua miseria.Tieni presente in ogni istante che la sua materia è la tua materia,l'unico porto di cui conosci ogni rada,ogni boa,ogni segnale dalla terra tiepida dove giungi a regnare come Crusoe tra la multitudine di ombre che ti sfiorano e che urti senza cogliere nè il suo proposito nè i costumi.Coltiva la tua miseria,rendila duratura,nutriti della sua linfa,avvolgiti nel manto tessuto coi suoi fili piu' segreti.Impara a riconoscerla fra tutte,non permettere che sia familiare agli altri ne prolungata abusivamente dai tuoi.Sia per te come acqua battesimale sgorgata dalle grandi fogne municipali,come i rivoli che nascono nei mattatoi.Si confonda con le tue viscere ,la tua miseria;contenga fin da ora i capitoli della tua morte,gli elementi del tuo abbandono piu' certo.Non lasciare mai da parte la tua miseria,anche se riposassi ai suoi argini come vicino al corpo bianco da cui si è ritirato il desiderio.Tieni sempre pronta la tua miseria e non permettere che evada per distrazione o per inganno..Non mescolare la tua miseria con le questioni di ogni giorno.Impara a conservarla per le tue ore di svago e intreccia con lei la vera ,la sola materia duratura del tuo episodio sulla terra.
ALVARO MUTIS-da SUMMA DI MAQROLL IL GABBIERE