La morte di mia madre
M’arrampico alla solita salita;
per appena un pugno di minuti
non so nulla ancora.
Non la ricordo l’ora,
ricordo ch’è novembre
come per tutti gli altri: e piove.
La bottega è aperta come sempre,
frusciano le gomme sul pavè;
tra i passanti nessuno se n’avvede
che mancano le grida del lavoro
che sempre musicavano la via.
A dirlo ora, un silenzio innaturale;
non potevo proprio prevedere
che in quel silenzio…
Papà è confuso, forse
mi sembra quasi che barcolli.
Sul letto l’ha tirata, che, non rispondeva.
C’è poco di tutto. Poco il sangue,
poca la vita; c’è poco anche di me:
disciolto nella paura per intero.
In ambulanza non si sale,
dovremo correre alla macchina.
Sentiremo lontano una sirena
correre la linea delle luci
davanti alle sue finestre.
E chi la sentirà, sulla strada,
ne sentirà una delle tante:
la terza, la quarta, forse più.
Per loro, tutto come al solito.
andrea 19 feb 2007
E io rientro in scena così.
ciao Monica.
Categoria:
Derek Walcott
da Mappa del nuovo mondo
Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.
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Come tutti i nostri lettori ben sanno, non siamo soliti proporre delle "bufale" sul nostro blog, in considerazione di ciò lanciamo a tutti coloro che vogliano ascoltare questo accorato
APPELLO
Renata, una amica napoletana di 24 anni, è attuamente ricoverata in ospedale, in rianimazione post-operatoria con i seguenti sintomi:
- ARDS
- sofferenza renale (dialisi)
- rabdomiolisi massiva
- 65% del fegato asportato d'urgenza a causa di angiomatosi (o forse adenomi)
La situazione di partenza era quella di una semplice influenza con nausea, vomito, alterazione di temperatura (37.2, 37.3) e mal di schiena. Solo dopo circa un mese è stata identificata una polmonite interstiziale poi degenerata in ARDS ma restano poco chiare le cause di questo sconvolgimento e i collegamenti tra una patologia e l'altra.
Siamo alla ricerca di qualcuno che possa salvare la vita di Renata, qualcuno che avesse avuto a che fare con un caso simile o che avesse dei consigli, vi preghiamo di leggere nel dettaglio le informazioni di seguito riportate sul caso di Renata e di mettersi in contatto eventualmente tramite e-mail con noi o con a sorella di Renata margheritadr@hotmail.com.
La preghiera è, naturalmente, anche quella di dare la maggiore diffusione posibile al messaggio, in particolare su siti medici specializzati.
Di seguito il dettaglio (in italiano ed in inglese) della situazione clinica di Renata:

Invisibile di
Ivano Fossati
Invisibile
il vertice puro dell'allegria
invisibile
il pianoforte del dio silenzio
invisibile.
Invisibile
ogni buon maestro che si fa invisibile
l'atto e la parola
né sciabola né bastone
invisibile.
Invisibile
una pace anche piccola
un caso d'amore
un popolo che sia capace di ricostruire il silenzio
dalla simulazione di un sogno
invisibile.
E l'invisibile limpidità
la misura del tempo
la grande arte è un mestiere piccolo
invisibile.
Invisibile
l'amore nelle sue versioni
invisibile
la luna tutta
il sangue senza rivali
la rosa nuova nel giardino
la cometa d'oro nel cielo stellato
invisibile
un camion di angeli
santeria e santità
l'ambizione muta del compositore
invisibile.
Io sto sempre lontano da ciò che amo io sto
invisibile
come un ordine superiore il mio disegno natale.
È la strategia miserabile del cacciatore
che si fa invisibile.

Mezzogiorno Economia pag. XIV e XV, inserto del Corriere della Sera
del 19 febbraio 2007
I nostri sentiti ringraziamneti a Natascia Festa, giornalista del Corriere ed autrice dell'articolo
"Sorrido di me
che cercavo nell'introvabile,
che mi affannavo nel niente, dietro le mie allucinazioni
inventando un'impossibile creazione.
Sorrido, ironica e orgogliosa
di questa mia tenacia
che mi impedisce di non amarti
ma che davanti allo specchio
mi pone, più forte adesso, senza di te.
Lascio che il mio pensiero evolva,
che la mia mente sia di più,
che come l'universo
nell'universo percorra i suoi limiti senza mai trovarne...
ed io, lungo tutta la strada,
la mia strada infinita,
io ci sarò sempre...Io che sorrido".
VALENTINA RIZZO
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scrivere, per esempio. "La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza".
E il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.
L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.
Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.
E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.
Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta.
Lontano.
La mia anima non si rassegna d'averla persa.
Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.
Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.
E' così breve l'amore e così lungo l'oblio.
E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d'averla persa.
Benchè questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.
Pablo Neruda
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Damon Albarn ha accompagnato la mia vita e i miei stati d'umore. E' cresciuto il ragazzo, faceva quasi incazzare la spensieratezza col quale ha vissuto gli anni '90, il brit pop imperante. Poi la consapevolezza ha preso possesso di lui, gli album dei Blur si son fatti più cupi, le crisi, l'addio di Graham Coxon. Poi si è inventato i Gorillaz, un colpaccio da genio, un nuovo mondo di intendere la musica, di giocare con lei. E adesso il ragazzo ci stupisce ancora. Un nuovo supergruppo "The Good, The Bad and the Queen" che vede la collaborazione nientedimeno che di Paul Simonon dei leggendari Clash, pensare che aveva appeso il basso al chiodo per dedicarsi alla pittura. E ancora Tony Allen batterista, collaboratore storico di Fela Kuti e Simon Tong, chitarrista dei Verve. Il disco dal titolo omonimo vuol essere un affresco in chiaroscuro della Londra di oggi, le sue contraddizioni, una sorta di resoconto della situazione. Una collaborazione che va aldilà della reunion sensazionale, una libera associazione di artisti pensanti perfettamente calati nel tempo in cui vivono. Non ve lo perdete, sarà disco dell'anno.

:www.thegoodthebadandthequeen.com
oppure www.myspace.com/thegoodthebadandthequeen

dipingiti le labbra di rosso.
copri gli occhi di blu.
esci.
divora l'aria,senza gustarla.
lascia cadere le lacrime che ti curano l'anima.
e corri.
corri verso le certezze,anche se non le raggiungi.
ti sembreranno più belle.
ti sembreranno reali.
e apprezzerai la corsa.
e il vento in faccia.
e capirai ogni cosa da lontano.
JOHN KENNEDY TOOLE
Una banda di idioti
"quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui" J. Swift

Immaginatevi una strana miscela fra un barbone, un Oliver Hardy impazzito, un Don Chisciotte grasso e un Tommaso d'Aquino perverso.
Immaginatevi un gigante con baffoni e berretto verde da cacciatore che, fra giganteschi rutti e flatulenze, si vede costretto a continui attacchi contro un'America "priva di geometria e teologia".
Attorno a lui, in una New Orleans trasformata in palcoscenico quasi dadaista, un coro di personaggi epici.
Jones, negro in semischiavitù, che fulmina con una frase al vetriolo "quella nazista della padrona" del Notti di Follia e ci fa ridere fino a piangere.
La signorina Trixie, ottuagenaria sempre a caccia di prosciutti pasquali e, suo malgrado, dell'eterna giovinezza.
Myrna, anarco-femminista di New York, che sfida con un serrato carteggio anima e sesso di Ignatius.
Una mamma disperata, Santa Battaglia e l'agente Mancuso, pronti a consolarsi con partite di bowling.
E poi, Yoghi, Rosvita e Batman, le Manifatture Levy, Gus Levy, signora e viziatissime figlie.
Immaginatevi un diario del lavoratore, una summa teologica dell'assurdo, una rivolta di operai attorno a una croce eretta nell'ufficio contabilità, chilometri di archivio ridotti a zero in un minuto, un vecchio cliente umiliato senza scampo con una lettera di insolenze ineguagliabili.
Cento pagine per immergersi, pian piano, nel mondo di questo libro, e tutte le seguenti per sperare di non uscirne più.
Immaginatevi un capolavoro, e poi leggetelo.
Questo libro è un capolavoro.
Geniale. non ci sono altre parole che possono rendere così bene questo romanzo. Il protagonista è di una tale arrogante idiozia da risultare simpatico. Ironico. E soprattutto umano nel senso peggiore del termine. Imperdibile.
John Kennedy Toole nacque nel 1937. Insegnò letteratura inglese presso la Southwestern Louisiana University, e nel 1969, a trentadue anni, si suicidò.
La madre propose il manoscritto di questo romanzo a editori di mezza America, finché Walker Percy non lo lesse e, con non pochi sforzi, riuscì a farlo pubblicare. Oggi, Una banda di idioti è nella classifica dei "long seller" in diversi paesi, e nel 1981 ha vinto il Premio Pulitzer.
A soli sedici anni, John Kennedy Toole aveva scritto un altro libro, The Neon Bible.
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