da Storia della Letteratura Erotica di Alexandrian - Bompiani
Dopo la seconda guerra mondiale Jean Paulhan sostenne di aver scoperto una grande scrittrice erotica, Pauline Réage: « Finalmente, una donna che confessa! » scrisse nella prefazione al romanzo Histoire d'O, che apparve nelle librerie parigine nel giugno del 1954. Che cosa confessava? Che la donna non desidera essere libera, ma schiava, prova una voluttà profonda nell'essere sequestrata, umiliata e torturata dal suo amante. Ci sarebbe davvero di che spaventarsi se una donna sostenesse una tesi così autodistruttrice, che mette a rischio tutto il suo sesso. Ma Histoire d'O è frutto della fantasia di Paulhan (già una mezza confessione è il nome attribuito alla presunta autrice, Pauline) ed è la bravata d'una esteta. Siccome a quell'epoca lo frequentavo, so quel che allora si diceva sulla genesi dell'opera: Paulhan ne ebbe l'idea nel 1951, quando pubblicò Le Marquis de Sade et sa complice e un commento a Justine. Mentre la Justine di Sade subisce le peggiori sevizie dai suoi torturatori provandone orrore, Paulhan pensò che sarebbe stato più originale il contrario: presentare una Justine che dalle sevizie ricavasse piacere. Per dimostrare che il romanzo era stato scritto da una donna, sapeva che sarebbero sorti dubbi, lo scrittore dichiarava: « O, il giorno in cui René l'abbandona a nuovi supplizi, conserva presenza di spirito a sufficienza per notare che le pantofole dell'amante sono lise, bisognerà comprarne un paio nuove. ...........omissis.....
Del romanzo, comunque, non fu autore soltanto Paulhan: egli ne scrisse il soggetto e la scaletta. Histoire d'O, come Amélie de Saint-Far, ha questo di particolare, che è stato scritto in collaborazione da un uomo e una donna. Lo pseudonimo di Pauline Réage nasconde anche una donna, che esercitava la critica letteraria e che ha contribuito non poco, con la sua professione, a dare al libro un carattere artificioso. Potrebbe essere un « pastiche » sadiano scritto da Proust.
O, fotografa di moda, ha un amante, René, che vuol fare di lei una perfetta schiava sessuale e la chiude in una casa di Roissy dove la mette a disposizione di tutti gli invitati. Lei non ha il diritto di guardare in faccia nessuno, né di parlare. Le viene messo un collare di cuoio, e con bracciali le vengono legati i polsi dietro la schiena; per tormentare la giovane vengono usati scudiscio di bambù con guaina di cuoio, staffile a sei code, staffile di corda a nodi, ganci, catene d'acciaio, palo, faro d'automobile per abbagliarla. Al mattino, quando si sveglia, un domestico la fustiga per cinque minuti per «segnarle le cosce con lo scudiscio, che crea delle belle zebrature, lunghe e profonde». René controlla di persona che venga frustata come si deve e, quando le vengono bendati gli occhi, incoraggia gli altri a violentarla......omissis.....:Dopo le sedute, René abbraccia O con aria melliflua, e le dice che è contento di lei: « O ascoltava e tremava di felicità, perché lo amava ». Di ritorno a Parigi, O viene offerta da René a sir Stephen, perché trovi in lui « il padrone severo che non riusciva a essere personalmente». Sir Stephen tormenta O nel suo appartamento, aggiungendo a quella fisica la crudeltà mentale. Per questo dalla giovane viene preferito a René. Egli le chiede cerimoniosamente perdono, quando la frusta, ma picchia sodo......omissis.........All'inizio, Histoire d'O non ebbe alcun successo, anche se si tentò alla brasseire Lipp di trasformarlo in avvenimento mondano, assegnandogli il premio Cazes nel gennaio del 1955. Le copie vendute furono pochissime. Il pubblico francese rifiutava di interessarsi a personaggi che sembravano ufficiali della Gestapo accaniti contro una vittima avida di sempre nuove torture. ....omissis.......Histoire d'O ebbe un improvviso successo negli anni settanta, per un fenomeno sociologico. Ne fecero un best-seller gli americani, talmente esasperati dalle loro militanti femministe fracassone che trovarono provvidenziale un libro dove c'era una donna cui piaceva farsi picchiare. Sarebbe piaciuto loro vedere Kate Millett al posto di O. Il romanzo ebbe di riflesso successo anche in Francia e Histoire d'O diventò addirittura un fumetto di Guido Crepax. Quando nel 1975 uscì il film di Just Jaekin tratto dal libro, il settimanale femminile «Elle» gli dedicò una pagina pubblicitaria dove si diceva: «Ogni donna si identificherà con O, l'immagine stessa dell'innamorata che offre tutto ». Le redattrici non precisavano se a loro piacesse farsi violentare, fustigare e marchiare con un ferro rovente. Contro il film e contro l'elogio della tortura che vi era implicito vollero protestare un centinaio di attiviste della lega dei diritti delle donne, ma lo fecero in modo così maldestro che i parigini della loro comprensibilissima rivendicazione si fecero matte risate.




